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Quando incominciammo ad occuparci di lui, il lupo era dato semplicemente per spacciato. Condannato senza appello, sulla base di leggende e racconti che facevano di lui l'incarnazione del diavolo in terra.
Perseguitato con ogni mezzo, dai fucili a ?lupara? alle tagliole, dai bocconi avvelenati alle battute collettive delle comunit? paesane, con alla testa sindaci, parroci e carabinieri. Calunniato oltre ogni misura, da parte di quell'uomo che, nei confronti dei propri simili e della stessa natura, non poteva proprio dirsi un angioletto innocente.
Al principio degli anni Settanta, difendere il lupo sembrava proprio impresa ...
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