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L'Oratorio di Santa Maria della Croce: un gioiello del barocco abruzzese


L'Oratorio sorge ad appena due chilometri dal centro abitato di Pietranico, nelle immediate vicinanze dell'imponente Regio Tratturo Magno L'Aquila-Foggia, una delle più importanti vie della transumanza che per secoli hanno collegato gli Abruzzi alle Puglie. Il posto rappresentava - per i pastori - una tappa molto importante, non solo per la preghiera ed il ringraziamento ma anche come luogo di ristoro, grazie all'acqua sorgiva utilissima per rifocillare sia i pastori che le greggi.

L’edificazione della chiesa, voluta dalla Università pietranichese, iniziò nel 1618 e fu propiziata dalla mirabile apparizione della Madonna ad un contadino del posto verificatesi il 25 marzo 1613. La chiesa attuale, espressamente intitolata a Santa Maria della Croce, fu riedificata sulle spoglie e col materiale di risulta di una preesistente cona detta “della Croce”.
La costruzione semplicissima, presenta difatti esternamente una facciata quadrangolare in pietre regolari a coronamento rettilineo, secondo una tipologia tipicamente abruzzese. Il prospetto propriamente detto è diviso da una semplice fascia poco aggettante, al di sotto della quale si apre un portale altrettanto semplice sormontato da un timpano spezzato, all’interno del quale è collocata una targa con l’indicazione di una data 1618: l’anno della costruzione dell’oratorio.
Sopra l’ingresso è situata una finestra quadrata che dà luce ai comparti centrali; nella fascia meridionale della cornice di coronamento corre una scritta latina in lode alla Madonna.
Varcata la soglia dell’Oratorio si rimane stupiti dallo splendore degli stucchi e delle decorazioni. È come se ci si catapultasse in un’altra realtà tutta spirituale, molto lontana da quella quotidiana terrena.
L’edificio adotta il caratteristico schema delle chiesuole rurali, votive e tratturali con pianta a “T”, con la navata centrale e le due cappelle laterali dell’Annunziata e della Madonna della Croce. Al centro della crociera sono presenti grandi ovali, ben definiti da robuste cornici decorate che danno l’idea di trovarsi alla presenza di volte ribassate, ma si tratta solo di un’illusione ottica.
In fondo alla navata troviamo il più semplice Presbiterio, con una “pala” inquadrata da due colonne avvinghiata da tralci dorati, che sorreggono un timpano spezzato; ai lati di essi figurano a tutto tondo le statue dei Santi Pietro e Paolo.
L’altare di sinistra, quello della cappella dedicata all’Annunziata, è affiancato da due nicchie con le statue dei Santi vescovi San Biagio e Sant’Egidio.
Nell’altare della cappella di Santa Maria della Croce, collocata sulla destra, possiamo ammirare invece le statue di San Sebastiano e Santa Giusta. Le decorazioni pittoriche di questa cappella si riferiscono quasi esclusivamente ad episodi della vita di Maria, e, come indicato dall’apposita iscrizione sono state eseguite nel 1628 da Tommaso di Berardino da L’Aquila.
Le decorazioni a stucco dei soffitti, e di gran parte delle pareti, sono il risultato del lavoro di un unico artista e furono completate solo nel 1628, mentre, tutto il lavoro di doratura fu iniziato da Angelino nel 1630 e terminato dal padre Antonello di Castellis nel 1656, che affrescò anche la cappella dell’Annunciazione. La cappella di destra, sorta dov’era la primitiva cona è dedicata a Santa Maria della Croce. Presenta nel mezzo dell’altare un dipinto ad olio su stucco raffigurante un crocifisso ai cui piedi è presente la Madonna della Croce replica forse di un opera votiva già esposta alla venerazione.
Per quanto concerne la decorazione pittorica non è arduo immaginare che, il fatto stesso che non segua il tema iconografico riferibile alla titolare dell’Oratorio “la Madonna della Croce”, l’intitolazione della chiesa non può che esser derivato da quello della località in cui era ubicata a suo tempo la cona preesistente. Oltre ad essere realizzate in tempi diversi, e a non essere disposti secondo un ordine logico, i due quadri e la più parte degli affreschi, rappresentano episodi della vita pubblica di Maria e della passione di Cristo.
In aggiunta ai già citati pregevoli stucchi e straordinari dipinti, vanno menzionati statue ed oggetti appartenenti al corredo dell’Oratorio, come la statua lignea di San Biagio, Sant’Egidio, San Sebastiano e Santa Giusta (due dei tre primordiali patroni dell’antica chiesa madre), la croce astile di scuola sulmonese del secolo XV e le quattro interessanti tavolette votive (vedi box alla pagina seguente).

Grazie all’immane e tenace lavoro di ricerca e valorizzazione ed alle numerose pubblicazioni prodotte negli ultimi dieci anni dal Presidente della Pro Loco, Paolo Di Berardino, oggi l’Oratorio di Santa Maria della Croce, oltre ad essere stato completamente restaurato ed elevato agli onori della cronaca d’arte nazionale, fa parte stabilmente dei beni del II censimento FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) dei luoghi da non dimenticare. Un primo passo per uscire dall’oblio e sottoporre questo monumento all’attenzione di studiosi e appassionati d’arte e di storia.

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