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A passeggio nel medioevo


Nel cuore dell'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, si trova un angolo speciale, costituito dai borghi di Navelli e Civitaretenga: un luogo tutto da scoprire all'insegna delle pietre che raccontano antiche storie di vita, lavoro e preghiera e dello zafferano, prodotto di punta della piana, insignito dal 2005 della qualifica di Zafferano DOP dell'Aquila.

I due borghi hanno vissuto un destino simile a quello di tanti altri in tutto il territorio appenninico: contavano circa tremila abitanti alla fine dell’Ottocento, oggi - insieme -superano di poco le seicento unità. I drammatici avvenimenti del Novecento e i travolgenti mutamenti seguiti al secondo conflitto mondiale hanno acuito enormemente l'emigrazione negli anni Cinquanta. Per questo sono innumerevoli i paesani che si sentono ancora tali pur abitando nelle contrade più lontane, dal Canada all’Australia, dagli Stati Uniti al Venezuela.
La visita ai borghi è all'insegna di una "lenta velocità": si tratta di due paesi piccoli che si possono visitare in poche ore, ore che possono moltiplicarsi, se il fascino della scoperta sarà capace di esercitare il suo richiamo e se, soprattutto in estate, ci si imbatte in una delle manifestazioni che l’amministrazione comunale e la locale Pro Loco  promuovono (oltre alla sagra e al palio, spettacoli e mostre di vario genere). D'altra parte, per abbandonarsi al gusto della scoperta, bisogna avventurarsi a piedi, per le stradine, in salita, seguendo le indicazioni ma anche lasciandosi condurre dall’istinto e dalla curiosità.
Per conoscerli infatti è necessario riscoprire il gusto di osservare con pazienza piccole cose, frammenti di un mondo antico che emergono qua e là. Il visitatore che saprà rispondere all’invito si troverà catapultato in una dimensione del tutto particolare, dominata dal silenzio e da strutture tipiche di un tempo passato in cui le case si addossavano le une alle altre, seguendo l'andamento altimetrico, appoggiandosi alla roccia e sfruttando gli anfratti naturali. Insomma, girare per il borgo di Navelli significa tornare indietro nel tempo e trovarsi immersi nel medioevo. Il borgo di Civitarenga, più piccolo, non è accessibile dal giorno del terremoto, il 6 aprile 2009, ma il paese, sede della Cooperativa Altopiano di Navelli, riserva importanti sorprese: il Convento di Sant'Antonio con gli affreschi del chiostro recentemente recuperati e i segni della presenza longobarda nelle stratificazioni architettoniche della Chiesa di Sant'Egidio.
L'attuale rinnovata attenzione per la salvaguardia del patrimonio storico è  oggi il segnale preciso della riscoperta del borgo come testimonianza di un’incredibile stratificazione di vicende, un vero "museo a cielo aperto" che gli è valso l'inserimento nel numero dei Borghi più belli d'Italia e l'interesse del F.A.I che nel 2009 ha inserito Navelli tra i luoghi da visitare per l'annuale giornata di primavera (28/29 marzo 2009). Si va dalle più antiche tracce della popolazione originaria, i Vestini, all'architettura spontanea del borgo medievale, dagli interventi architettonici tardo-rinascimentali e barocchi dei palazzi (Palazzo Santucci e Palazzo De Roccis, tra gli altri) e degli edifici religiosi, quando le famiglie in vista chiamavano artisti e artigiani ad arricchire le semplici strutture medievali, fino alle scritte ‘politiche’ che risalgono alla fase più recente della storia italiana e che sono ancora visibili su alcuni muri.
Di tutte queste vicende esistono naturalmente anche testimonianze scritte ma si tratta di testi difficili che tramandano frammenti di notizie da ricostruire pazientemente: materiale per gli addetti ai lavori (storici, archeologi, ecc.).
Il visitatore si deve affidare a quello che il tempo ha conservato, soffermarsi a interrogare le pietre e ‘ascoltare’ tramite loro la testimonianza di quanti hanno vissuto e lavorato in questi borghi lasciando il segno discreto del loro passaggio nelle pietre delle abitazioni, delle cantine, delle stalle, degli archi, delle mura, delle strade, degli scalini scavati nella roccia. E’ la storia silenziosa delle persone comuni che hanno partecipato agli avvenimenti ‘storici’ solo per il fatto di esserci con la loro persona, con la loro quotidianità fatta di poche cose e del loro lavoro, che non compaiono sui libri ma che si raccontano attraverso la parola muta delle pietre, segno tangibile di una storia affascinante.

La via dello zafferano
Nel XIII secolo il bulbo del crocus sativus è giunto a Navelli. Come ciò sia avvenuto si perde nella leggenda ma con certezza si è acclimatato ottimamente sulle terre dell’altopiano dove la sua coltivazione ha garantito per secoli lavoro ai contadini e agiatezza ai proprietari. Lo zafferano, la preziosa spezia che se ne ricava, era ricercata e apprezzata sulle tavole rinascimentali in tutta Europa. Così le famiglie in vista hanno avviato un prospero commercio verso il Nord investendo parte dei proventi per richiamare in paese artisti e architetti. Lo testimoniano residenze private ed edifici religiosi disseminati nel paese che, in alcuni casi, contengono veri gioielli, non ancora studiati come meriterebbero: tra questi, l’affresco con Madonna in trono nella Chiesetta di San Rocco, gli affreschi di Sant’Egidio a Civitarenga e una pala nella Chiesa di San Sebastiano, in cui si riconosce la figura di San Carlo Borromeo. Quest’ultima immagine conferma sia i contatti intercorsi tra Navelli e l’area lombarda sia l’antica origine navellese del famoso risotto alla milanese, il cui ingrediente principale è senza dubbio lo zafferano DOP dell’Aquila, coltivato sull’altopiano di Navelli.
Oggi come ieri la coltivazione e la raccolta dello zafferano, in forte ripresa grazie al costituirsi della Cooperativa Altopiano di Navelli negli anni Settanta, dopo una fase di declino nella prima metà del Novecento, è completamente manuale: da quando il bulbo viene scavato,  selezionato e rimesso a dimora in un altro terreno in agosto a quando, tra fine ottobre e inizio novembre, inizia la fioritura. All'alba i produttori si recano nei campi per raccogliere i preziosi fiori prima che il sole li danneggi e subito dopo inizia la sfioratura, ossia la separazione degli stimmi dal resto del fiore, compresi i filamenti gialli, un tempo apprezzati come colorante in pittura e tessitura. L'ultima fase, la più delicata, è quella dell'essicazione su una fonte di calore. Procedure sempre uguali nel tempo che non ammettono modernizzazioni e garantiscono l'ottima qualità del prodotto, universalmente noto.

La Sagra dei ceci e dello zafferano
Ai margini del borgo medievale, racchiuso entro quattro porte e le case-mura, si svolge ogni agosto, da oltre tre decenni, la Sagra dei ceci e dello zafferano. La vita di Navelli si anima: una buona parte del paese – uomini, donne, giovani, emigrati tornati espressamente - si attiva insieme alla Pro Loco per dare vita a due giorni di ristorazione con le specialità a base dei due prodotti per eccellenza dell’altopiano, i ceci e lo zafferano (e il profumo del timo selvatico). Di anno in anno migliaia di persone sono attratte anche dal Palio degli asini che, nato come imitazione burlesca del Palio di Siena e arrivato alla trentaduesima edizione, viene realizzato con passione dai giovani del paese, nel secondo giorno di sagra. Negli stessi giorni, la Mostra mercato di Arte, artigianato e gastronomia realizzata nelle zone adiacenti allo spazio della sagra invita a proseguire la visita alla scoperta del borgo medievale. E’ un’occasione ‘ghiotta’ da ogni punto di vista: la riscoperta di un angolo di medievo, la possibilità di gustare piatti di ottima qualità e di scoprire prodotti di fattura rigorosamente artigianale!

Rosa Rossi - Presidente Pro Loco di Navelli

Appuntamento al 18 e 19 agosto 2012 per
36° Sagra dei ceci e dello zafferano
32° Palio degli asini
5° Mostra mercato di arte, artigianato e gastronomia

Per le  visite guidate …
Pro Loco di Navelli - IAT
Via del Municipio, 31
67020 Navelli (AQ)
www.prolocodinavelli.it
info@prolocodinavelli.it
Tel. / Fax + 39 0862 959158
Cell. 3398338833

Per i prodotti tipici …
Coop. Altopiano di Navelli
Viale Umberto I, 7
Navelli, Fraz. Civitaretenga
Tel. 0862 959163
Cell. +39 339 2589796

Az. Agricola Alfonso Papaoli – Prodotti Tipici
Via Spiagge Piccole, 2
67020 Navelli
Sede Laboratorio in Via Vittorio Veneto, snc
Cell.  + 39 347 9331731
www.papaolizafferano.com
info@papaolizafferano.com

Per scoprire arte e artigianato locali …
Navellarte - Ass. Artigianato Artistico a Navelli
Via del Risorgimento  s.n.67020, Navelli (AQ)
navellarte@gmail.com, www.facebook.com/navellarte
Cell. +39 3407744751

Per un soggiorno speciale …
Ristorante “Antica Taverna”
Via Osteria, 16    67020 Navelli (AQ)
www.anticataverna.it 
Tel. 0862 959171

Bar “Sotto al Castagno”
Piazza san Pelino, 2
Tel: 3382234475 / 333 4894216

Ristorante Bar Tabacchi “Crocus”
S.S. 17, Km 65.125
Telefax 0862 959193

Bed&Breakfast “Abruzzo Segreto”
Via San Girolamo, 3 - 67020 Navelli
Tel. / Fax 0862 959447
www.abruzzo-segreto.it
info@abruzzo-segreto.it

Affittacamere “Sotto le Volte”
Via Municipio, 15 bis - 67020 Navelli
Tel. 0862 959445
Cell. +39 333 4894216
www.sottolevolte.com

Azienda Agrituristica Casa Verde
Via Umberto I°, Civitaretenga
Telefax 0862.959163

Appartamento per le vacanze Al borgo antico
Via del Risorgimento 9 (a 50m da Palazzo Santucci), 67020 Navelli (AQ)
tel. 0862 959448
mobile:+ 39 339 8338833 Rosa
borgonavelli@gmail.com

 

Area di sosta attrezzata Al boschetto
Area attrezzata, dotata di servizi per i turisti (raccolta rifiuti, illuminazione, pozzetto per lo scarico di acque grigie e nere e per il carico dell’acqua potabile, servizi igienici)
Inaugurazione a fine giugno 2012
Per informazioni: Pro Loco di Navelli

 

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