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LE BELLE E DOLCI MADONNE A CELANO

Terza edizione di «Anteprima del Museo Nazionale d'Abruzzo». Sulla scia del successo riscosso dalle edizioni avviate nel dicembre 2009, con le Antiche Madonne Abruzzesi (al Castello Piccolomini di Celano) e le Sculture e i dipinti d'età angioina (al Convento di S. Francesco a Tagliacozzo), parte un'altra iniziativa espositiva volta a valorizzare il patrimonio artistico della Regione, in attesa di poter risistemare le raccolte nella nuova sede alla Rivera, presso l'ex mattatoio a L'Aquila. Mentre sta riscuotendo grande successo la mostra delle Antiche Madonne d'Abruzzo allestita nel Castello del Buonconsiglio di Trento, con i capolavori dell'età medioevale, il Castello Piccolomini di Celano dal 22 dicembre 2010 al 1° maggio 2011 s'apre al Rinascimento abruzzese, con prestigiose sculture degli artisti più richiesti e contesi dalla committenza, da Silvestro dell'Aquila a Gianfrancesco Gagliardelli, a Giovanni di Biasuccio, a Saturnino Gatti.

Si tratta di abili maestri ben noti agli specialisti, che si rivelano sensibili alle novità toscane ma nel contempo capaci di esprimere una grammatica memore dell'antica tradizione plastica abruzzese.
Partendo da una scultura legata al gusto tardo gotico – la Madonna di Fagnano Alto – il confronto con le altre esposte rende possibile percepire l'aggiornamento del gusto in direzione del Rinascimento.
Tutte le opere in mostra focalizzano l'attenzione sull'immagine della Madre colta in momenti di particolare tenerezza nei confronti del Bambino, restituito sempre in maniera molto realistica, in linea con l'Umanesimo che pone l'uomo al centro dell'universo.
La mostra Le belle e dolci Madonne del Rinascimento. Capolavori della scultura lignea dal Castello dell'Aquila, propone poche ma selezionatissime opere: dieci sculture lignee nonché due dipinti su tavola. Uno assai prestigioso, un tempo era esposto nella cappella del Palazzo di giustizia a L'Aquila (poi Palazzo Margherita, sede del Comune), capolavoro di Saturnino Gatti, e l'altra misteriosa, firmata nel 1478 da un maestro ancora oscuro, Alfano da Rieti.
Tra le sculture assume un significato particolare la presenza anche di altre due opere provenienti dal territorio aquilano martoriato dal sisma: l'elegante Madonna di Roio e la tenerissima Madonna delle Grazie.
Quest'ultima è molto più che una pregevolissima scultura lignea abruzzese del Rinascimento, è un simbolo di fede e speranza perché è stata miracolosamente estratta, illesa, dalle macerie di Onna, dove è da sempre oggetto di una devozione assai intensa.
Gentile e delicata, da porre in relazione con l'apprezzata attività a Napoli dei maestri di origine nordica, Pietro e Giovanni Alamanno, nei decenni a cavallo tra Quattro e Cinquecento, è infine la Madonna adorante di San Buono, appartenuta a un presepe di cui restano tre sole figure.

Mostra a cura di Lucia Arbace, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo

Schede didattiche a cura di Carla Attanasio, Maria Antonietta Cianetti, Rita Mancini, Rita Marrone, Paola Moscardelli, Amata Taccone, Marta Vittorini

Allestimento: Lucia Arbace, Aurelio Ciotti

Dal 22 dicembre 2010 al 1° maggio 2011

Aperto dalle 10.00 alle 18.00
tutti i giorni escluso il lunedì

Celano (AQ)
Castello Piccolomini

info: 0863 793730
sbsae-abr@beniculturali.it