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La Madonna di Pietranico


All'indomani del sisma del 6 aprile 2009, dalle macerie del Castello dell'Aquila, oltre ai tanti capolavori del Museo Nazionale d'Abruzzo, sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco i miseri resti di una scultura in terracotta, databile alla fine del XV secolo.

Come hanno potuto verificare i visitatori della mostra allestita per il G8, L’Aquila bella mai non può perire, la Madonna di Pietranico non era più leggibile. Anzi, tra le opere danneggiate, era uno dei casi più disperati. Occorreva ricomporre 24 frammenti di diverse dimensioni e innumerevoli piccole scaglie, mentre si lamentava la perdita definitiva di importanti
porzioni: la mano sinistra, alcune dita dell’altra mano, la spalla destra, il velo e molte parti
del manto. Provvidenziale è stato l’arrivo a L’Aquila, nell’ottobre 2009 di una delegazione guidata da Joseph Scelza che, accogliendo subito la proposta, ha versato al Mibac le risorse necessarie al recupero, frutto di una raccolta fondi promossa dall’Italian American Museum di New York.
Finalizzato a sanare le problematiche conservative, il complesso restauro, avviato a marzo
2010 e durato un anno, ha previsto anche la ricostruzione della scultura in funzione di
una possibile restituzione al culto. Intanto dalle ricerche e dalle prime analisi è emerso
che l’opera era stata già ampiamente rifatta in occasione di un precedente restauro.
Travolta nel crollo della Chiesa di Pietranico dove era conservata fino al 1925, l’opera
era stata “ricostruita” negli anni 30, in maniera alquanto approssimativa.
Erano stati rifatti in gesso circa la metà del trono, la zona inferiore del busto e parte delle gambe, con una posizione risultata impropria. Per la ricostruzione degli elementi mancanti e la progettazione della struttura di sostegno dei frammenti, l’attività manuale è stata sostenuta dalla tecnologia in 3D,
che ha reso possibile studiare accuratamente l’assemblaggio della statua prima di procedere con il definitivo montaggio. La complessa questione del sostegno dei frammenti del busto e della testa è stata risolta con una procedura innovativa: ottenendo una sorta di “calco” della superficie e dell’area interna delle porzioni del busto con il Rapid Prototyping che utilizza appunto la ricostruzione virtuale.
Per il rifacimento delle parti perdute è stato coinvolto uno scultore abruzzese, specialista nella terracotta e conoscitore delle tecniche antiche, che ha coniugato la sua esperienza e manualità artigiana con i dati oggettivi desunti dal materiale di archivio e dalle elaborazioni in 3D.
Durante la fase della pulitura, sono stati effettuati  studi e indagini di laboratorio per acquisire dati sulla terracotta e sui colori originari occultati da numerose ridipinture.
Alcune tracce hanno rivelato la presenza di foglie metalliche in oro e argento per decorare il manto e la veste
della Madonna; mentre si è potuto stabilire che il trono era stato dipinto a imitazione del porfido rosso.

Dopo essere stata la nuova ambasciatrice dell’Arte Italiana all’estero, la Madonna di Pietranico, ormai intrisa di nuovi valori e simboli, viene esposta a Casa D’Annunzio a Pescara,
a vantaggio dei visitatori i quali potranno apprezzare l’intensa spiritualità manifestata
da questa giovane Madre orante che un tempo accarezzava con lo sguardo il Bambino adagiato in grembo, purtroppo perduto. Ed anche cogliere la maestria nella manipolazione dell’argilla esercitata da un artista ancora ignoto il quale si inserisce nel novero dei grandi scultori del Rinascimento
Abruzzese, da Silvestro dell’Aquila a Giovanni di Biasiuccio, da Paolo Aquilano a Saturnino Gatti.
Ai fini della valorizzazione dell’opera stessa e della conoscenza di questo restauro di eccellenza, la
Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo ha organizzato una presentazione a conclusione dell’intervento (L’Aquila, Auditorium Carispaq, 22.2.2011), cui ha fatto seguito l’Incontro tecnico promosso dalla Camera di Commercio di Ferrara (Salone del Restauro,  31.3.2011).
A New York (Italian American Museum, 6.4 - 2.6.2011) la scultura è
stata accompagnata da una pubblicazione bilingue (L. Arbace–E. Sonnino, La Madonna di Pietranico. Storia, restauro e ricostruzione di un’opera in terracotta, Edizioni Zip Pescara (2011) e da un film documentario che illustra tutte le diverse fasi del lavoro, la storia conservativa dell’opera
e il ruolo devozionale legato al territorio abruzzese.

Museo Casa natale Gabriele d’Annunzio Pescara
28 giugno - 30 ottobre 2011
apertura  9.00 - 14.00 (martedì e sabato 20.30 - 23.30)

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